Il potere didattico dei videogiochi: come sta cambiando l’insegnamento

Non solo divertenti dispositivi ludici ma anche utili strumenti didattici: i videogiochi possono dare un importante contributo all’insegnamento scolastico. Lo sa bene Dan White, co-fondatore e Ceo di Filament Games, società americana specializzata proprio nella creazione di videogames educativi.

Grazie all’utilizzo di questi congegni elettronici, gli studenti hanno infatti l’opportunità di sviluppare quelle abilità che serviranno loro non solo in aula, migliorando l’apprendimento, ma anche in un futuro ambiente di lavoro, preparandosi così ad affrontare i cambiamenti che l’innovazione tecnologica produrrà.

Apprendimento e videogiochi

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il mondo del lavoro, le modalità di comunicazione e le relazioni interpersonali. E anche la scuola prova a stare al passo coi tempi, sperimentando nuovi metodi di insegnamento frutto di tali innovazioni.

L’apprendimento basato sul gioco e sui videogames si sta rivelando, ad esempio, un ottimo sistema per aiutare gli studenti a sviluppare particolari capacità che saranno loro utili sia nel loro percorso formativo che in quello professionale.

Secondo quanto sostenuto da White in una intervista a edsurge.com, utilizzare videogiochi in ambiente scolastico permette ai ragazzi di ‘allenarsi’ su abilità particolarmente rilevanti per affrontare al meglio le sfide del futuro, quelle che lui definisce “abilità del XXI secolo”: collaborazione, risoluzione dei problemi, comunicazione e pensiero critico.

La cosa eccitante dell’apprendimento basato sul gioco – spiega l’esperto – è che gli studenti praticano questo tipo di abilità tutto il tempo quando giocano”.

Non solo: “Più un gioco è complesso e stimolante, maggiore sarà la capacità di colpire”.

Un esempio concreto: Minecraft

Passando dalla teoria alla pratica, White sottolinea il contributo che un gioco come Minecraft può dare all’insegnamento.

Se per esempio, un docente sta spiegando il funzionamento dei sistemi stellari, grazie alle opportunità offerte da questo videogioco, “si può fare in modo in modo che gli studenti costruiscano i propri modelli ed escogitino teorie basate sulla loro comprensione di come funzionano i sistemi stellari”.

In questo modo, i ragazzi avvieranno anche un confronto su quanto stanno facendo, arrivando a “imparare gli uni dagli altri”.

In definitiva, mentre utilizzano il videogioco, gli studenti non solo imparano ma sviluppano anche “capacità di problem solving e di comunicazione mentre cercano di rappresentare il loro pensiero in uno spazio tridimensionale”.

Imparare il coding con Scratch

Un altro metodo ludico ma altamente educativo è quello fornito da Scratch, il cui contributo all’insegnamento del coding è stato ampiamente provato.

Si tratta di un linguaggio di programmazione grafico che permette di sviluppare il pensiero computazionale, imparando a risolvere problemi più o meno complessi: estremamente facile e intuitivo da utilizzare, può essere impiegato fin dalla scuola primaria e utilizzato con semplicità da tutti.

La particolarità di Scratch è che le porzioni di codice da assemblare sono già a disposizione dell’utente all’interno di piccoli blocchi colorati, che vanno posizionati seguendo un ordine logico.

In questo modo, quindi, I ragazzi imparano il coding in maniera divertente stimolando la loro creatività. Non solo: gli utenti che lo utilizzano fanno parte di una community dove ognuno mette a disposizione il contenuto creato, condividendolo affinché tutti possano personalizzarlo.

Metodi di studio più coinvolgenti

Infine, è ovvio che un metodo di apprendimento basato sui videogiochi rispetto a uno basato solo sui contenuti risulta essere molto più efficace per ottenere un coinvolgimento e un interesse maggiori da parte degli studenti.

White è convinto che questo sia dovuto soprattutto perché permette ai ragazzi – in quanto giocatori – non solo di dover prendere decisioni ma anche di riuscire a padroneggiare il sistema.

Infine, c’è un’altra ragione per la quale questo metodo di insegnamento appare più attrattivo, ovvero “l’opportunità di sperimentare identità diverse in un ambiente sicuro in cui il fallimento non ha importanza”.

Insomma, White crede profondamente nel potere didattico dei videogiochi e auspica che sempre più insegnanti riconoscano questo metodo come un valido aiuto per il loro lavoro.